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Ernia del disco: cause, sintomi e trattamento

Problemi di ernia del disco? Scopri quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti da eseguire per minimizzare il rischio di recidive e per ritrovare il benessere del tuo corpo.

Il nostro OsteoPratico Angelo Albo affronta una patologia molto diffusa e dolorosa: l’ernia del disco.
In caso di ernia del disco, sia cervicale che lombare, gli antidolorifici azzerano i sintomi dell’infiammazione dei nervi, ma per ritrovare il benessere bisogna intervenire con trattamenti in grado di alleggerire il carico delle zone coinvolte.

TIPOLOGIE DI ERNIA DEL DISCO E SINTOMATOLOGIA

La Cervicobrachialgia si presenta quando l’ernia cervicale irradia i sintomi anche agli arti superiori.
Richiede il trattamento dei muscoli trapezi per rilassare le spalle e migliorare la postura della testa rispetto alla cervicale.

La Lombosciatalgia e la Lombocruralgia, diffondono dolori che coinvolgono rispettivamente le fasce laterali posteriori e le parti anteriori della coscia. Entrambe richiedono il trattamento dei muscoli addominali per alleggerire il carico della zona lombare e degli arti inferiori.

IL TRATTAMENTO DELL’ERNIA DEL DISCO

Ad eccezione di quei casi in cui si renda necessario un intervento chirurgico, per minimizzare il rischio di recidive si opta per un percorso articolato in tre fasi:

  • una terapia conservativa articolare per rimettere in asse la colonna vertebrale, il bacino e gli arti inferiori;
  • un ciclo di terapia posturale Mézières per allungare la catena cinetica posteriore;
  • Un ciclo di trattamenti Cro System (aggiungere link all’articolo già pubblicato in passato) per la stabilizzazione attiva dei livelli vertebrali interessati dall’ernia. Questo strumento, estremamente efficace nel trattamento dell’ernia, potenzia le reti di controllo motorio, ottimizzando la funzione muscolare e la stabilità articolare grazie ad una vibrazione meccanica applicata sui muscoli.

Guarda il video per approfondire l’argomento:

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Automassaggio della pianta del piede: video tutorial

Il percorso degli auto-trattamenti per portare beneficio a tutto il corpo partendo dai piedi con l’utilizzo di una pallina da tennis.
Ecco alcuni semplici esercizi da fare per favorire: il rilassamento della zona trattata, il risveglio dei recettori e il riequilibrio neurovegetativo.

Continua il percorso degli auto-trattamenti per portare beneficio a tutto il corpo partendo dai piedi.
Scopriamo insieme come eseguire questo trattamento, svolto su tutta la pianta del piede con l’utilizzo di una pallina da tennis, per favorire:

  • Il rilassamento della zona trattata, aumentando la mobilità della caviglia e delle ossa del piede stesso;
  •  Il risveglio dei recettori, che permette al sistema nervoso di raccogliere più informazioni per gestire e organizzare una postura ideale;
  • Il riequilibrio neurovegetativo a livello di tutto il corpo, secondo i principi della riflessologia plantare.

Questo esercizio si può eseguire in casa per l’auto-trattamento, oppure come terapia di mantenimento dopo i trattamenti eseguiti da un professionista.

L’interesse dell’osteopata è che ognuno di noi possa essere in grado di mantenersi in salute, poiché – come dice sempre il nostro OsteoPratico, Angelo Albo – “𝐿’𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑎”!

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Auto-trattamento per la compressione del quarto ventricolo: video tutorial

In questo video tutorial l’OsteoPratico Angelo Albo ci insegna come eseguire una tecnica di auto-trattamento estremamente efficace, da svolgere con due oggetti di uso comune: due palline da tennis e un calzino.

La tecnica di auto-trattamento per la compressione del quarto ventricolo è utile per:
– drenare le tossine e far arrivare ossigeno,
– diminuire la pressione arteriosa,
– abbassare la febbre,
– potenziare il sistema immunitario,
– migliorare la qualità del sonno,
– stimolare i processi antinfiammatori grazie ad un’azione drenante generale,
– ottimizzare il sistema ormonale con ripercussioni positive sul sistema neurovegetativo e sul funzionamento dei visceri.

Questa manovra si può eseguire in casa per l’auto-trattamento, oppure come terapia di mantenimento dopo i trattamenti eseguiti da un professionista.

L’interesse dell’osteopata è che ognuno di noi possa essere in grado di mantenersi in salute, poiché – come dice sempre il nostro OsteoPratico, Angelo Albo – “L’informazione va condivisa”!

Guarda il video per scoprire questa tecnica:

 

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Materasso ideale: esiste davvero?

Il materasso ideale esiste davvero? E quale scegliere?

Duro o morbido?

Alto o basso?

In lattice o Memory Foam?

Ortopedico o anatomico?

Tante varianti per materassi e cuscini che riguardano forma, materiali e dimensioni. 
Oggi l’offerta prevede un’ampia scelta che in teoria dovrebbe essere sufficiente ad accontentare le esigenze di tutti i clienti. Chi ti promette di farti dormire meglio, più profondamente, chi invece ti assicura che ti alzerai più riposato, senza dolori, con le gambe più sgonfie.

Purtroppo però la qualità del sonno dipende principalmente dalla capacità del nostro corpo di adattarsi alla posizione assunta durante la notte, sul materasso e sul cuscino, e non il contrario.
Più il nostro corpo sarà mobile, più facilmente ci adatteremo alle varie possibilità offerte dal mercato. Al contrario, più saremo rigidi, meno possibilità avrà il nostro corpo di trovare una posizione comoda. Quindi la risposta è che il materasso ideale non esiste!
Non di rado ci raccontano di acquirenti che si lamentano di aver constatato che riuscivano a dormire meglio nel vecchio materasso, rispetto a quello nuovo e molto più costoso, ultima frontiera della tecnologia.

Se siete in fase di cambiamento del materasso o dei cuscini, il consiglio migliore è quello di provarli sempre dal rivenditore. Occorre sdraiarsi e provarlo nelle varie posizioni. Dovete cercare di percepire l’immediata sensazione di completo relax che vi fa dire: Si, è quello giusto!

Occorre dare un’indicazione particolare per quanto riguarda i cuscini, e nello specifico l’altezza ideale.

La regola generale prevede la scelta di un cuscino che mantenga la testa in linea con le spalle, nella posizione neutra.
Quindi per chi dorme sul fianco, l’altezza del cuscino dovrebbe colmare lo spazio tra testa e materasso, considerando che un cuscino eccessivamente alto o eccessivamente basso obbligherà la cervicale ad assumere una posizione in flessione laterale da uno dei due lati.
Se si dorme proni sarebbe meglio scegliere un cuscino molto basso o addirittura scegliere di non usare nessun cuscino. Ciò eviterà il mantenimento della posizione in estensione e rotazione della cervicale per tutta la notte.
Infine per chi dorme supino è meglio scegliere un cuscino di media altezza, anche se non tutti potrebbero gradirlo. I soggetti fortemente artrosici hanno già un atteggiamento di anteposizione forzata della testa, e quindi hanno bisogno di dormire un po’ più sollevati perché impossibilitati a posizionare la testa in asse sulle spalle.

Chi cambia continuamente posizione durante la notte, avrà bisogno un cuscino versatile: magari basso, in piume, di grandi dimensioni, che si possa piegare o accartocciare per aumentarne lo spessore.

Come terapisti non possiamo accompagnarvi nella scelta del materasso ideale, ma possiamo migliorare la mobilità del vostro corpo per consentire un più facile adattamento alle varie posizioni del sonno.

 

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