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Reflusso gastro-esofageo: cause, sintomi e trattamenti

Come risolvere il problema del reflusso gastro-esofageo con un approccio olistico?
Si può intervenire sul diaframma, il muscolo emozionale per eccellenza.

Tra stravizi delle feste e situazioni prolungate di stress, in questo periodo sempre più persone si trovano a fare i conti con il Reflusso Gastro-Esofageo.

Il nostro OsteoPratico Angelo Albo in questo video ci parla di questo disturbo che si manifesta con diversi sintomi:

  • Bruciore epigastico;
  • Sensazione di risalita di contenuto gastrico lungo l’esofago;
  • Dolore retro sternale, a volte molto acuto;
  • Peggioramento se si assumono alcuni cibi irritanti come caffè, cioccolata, pomodori, bibite gassate, insaccati, alcolici, ect. oppure assumendo la posizione da sdraiati.
Come risolvere il problema con un approccio olistico? Oltre alla terapia medicale, si può intervenire sul diaframma: spesso si ignora che oltre a svolgere il suo ruolo di muscolo inspiratore, il diaframma è anche il muscolo emozionale per eccellenza!
Stati di ansia, paura e stress bloccano il diaframma in basso, causando uno stiramento delle fibre che contribuiscono alla chiusura del Cardias (lo sfintere anatomico tra esofago e stomaco che dovrebbe impedire il passaggio verso l’alto) provocando il reflusso.
Si ottengono miglioramenti significativi già dalla prima seduta con trattamenti manuali osteopatici e posturali Mézières.

 

Guarda il video per approfondire l’argomento:
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Ernia del disco: cause, sintomi e trattamento

Problemi di ernia del disco? Scopri quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti da eseguire per minimizzare il rischio di recidive e per ritrovare il benessere del tuo corpo.

Il nostro OsteoPratico Angelo Albo affronta una patologia molto diffusa e dolorosa: l’ernia del disco.
In caso di ernia del disco, sia cervicale che lombare, gli antidolorifici azzerano i sintomi dell’infiammazione dei nervi, ma per ritrovare il benessere bisogna intervenire con trattamenti in grado di alleggerire il carico delle zone coinvolte.

TIPOLOGIE DI ERNIA DEL DISCO E SINTOMATOLOGIA

La Cervicobrachialgia si presenta quando l’ernia cervicale irradia i sintomi anche agli arti superiori.
Richiede il trattamento dei muscoli trapezi per rilassare le spalle e migliorare la postura della testa rispetto alla cervicale.

La Lombosciatalgia e la Lombocruralgia, diffondono dolori che coinvolgono rispettivamente le fasce laterali posteriori e le parti anteriori della coscia. Entrambe richiedono il trattamento dei muscoli addominali per alleggerire il carico della zona lombare e degli arti inferiori.

IL TRATTAMENTO DELL’ERNIA DEL DISCO

Ad eccezione di quei casi in cui si renda necessario un intervento chirurgico, per minimizzare il rischio di recidive si opta per un percorso articolato in tre fasi:

  • una terapia conservativa articolare per rimettere in asse la colonna vertebrale, il bacino e gli arti inferiori;
  • un ciclo di terapia posturale Mézières per allungare la catena cinetica posteriore;
  • Un ciclo di trattamenti Cro System (aggiungere link all’articolo già pubblicato in passato) per la stabilizzazione attiva dei livelli vertebrali interessati dall’ernia. Questo strumento, estremamente efficace nel trattamento dell’ernia, potenzia le reti di controllo motorio, ottimizzando la funzione muscolare e la stabilità articolare grazie ad una vibrazione meccanica applicata sui muscoli.

Guarda il video per approfondire l’argomento:

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Automassaggio della pianta del piede: video tutorial

Il percorso degli auto-trattamenti per portare beneficio a tutto il corpo partendo dai piedi con l’utilizzo di una pallina da tennis.
Ecco alcuni semplici esercizi da fare per favorire: il rilassamento della zona trattata, il risveglio dei recettori e il riequilibrio neurovegetativo.

Continua il percorso degli auto-trattamenti per portare beneficio a tutto il corpo partendo dai piedi.
Scopriamo insieme come eseguire questo trattamento, svolto su tutta la pianta del piede con l’utilizzo di una pallina da tennis, per favorire:

  • Il rilassamento della zona trattata, aumentando la mobilità della caviglia e delle ossa del piede stesso;
  •  Il risveglio dei recettori, che permette al sistema nervoso di raccogliere più informazioni per gestire e organizzare una postura ideale;
  • Il riequilibrio neurovegetativo a livello di tutto il corpo, secondo i principi della riflessologia plantare.

Questo esercizio si può eseguire in casa per l’auto-trattamento, oppure come terapia di mantenimento dopo i trattamenti eseguiti da un professionista.

L’interesse dell’osteopata è che ognuno di noi possa essere in grado di mantenersi in salute, poiché – come dice sempre il nostro OsteoPratico, Angelo Albo – “𝐿’𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑎”!

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Auto-trattamento del diaframma: video tutorial

E se ti dicessero che esiste una manovra semplicissima utile a rilassarti e a ridurre gli effetti della tensione emotiva causati dallo spasmo del diaframma?
Oggi scopriamo come eseguire l’auto-trattamento del diaframma contratto a seguito di tensioni emotive come stress, preoccupazione e ansia, per risolvere diverse problematiche, ad esempio:
  • Correggere la postura scorretta, riducendo la trazione verso il basso;
  • Problemi viscerali, risolvendo la compressione addominale;
  • Problemi respiratori, aumentando la capacità di espansione del torace.
Questa manovra si può eseguire in casa per l’auto-trattamento, oppure come terapia di mantenimento dopo i trattamenti eseguiti da un professionista.
L’interesse dell’osteopata è che ognuno di noi possa essere in grado di mantenersi in salute, poiché – come dice sempre il nostro OsteoPratico, Angelo Albo – “L’informazione va condivisa!

 

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Curare i bambini per predisporre adulti sani: osteopatia pediatrica

Spesso i neonati possono aver bisogno di trattamenti osteopatici o cranio-sacrali, consigliati dal pediatra per risolvere varie disfunzioni già nei primi giorni dalla nascita.

In questo primo video dedicato alla pediatria, l’OsteoPratico Angelo Albo delinea le cause e gli effetti sul bebè – che si instaurano durante la gravidanza, alla nascita, o nelle prime settimane di vita – che provocano una compressione meccanica a carico della sua struttura, ancora fortemente deformabile.

I trattamenti osteopatici e cranio-sacrali possono essere risolutivi per il neonato e un’ottima prevenzione sulla futura mamma, da effettuare all’ottavo mese di gravidanza.

Guarda il video per scoprire di più:

 

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Auto-trattamento per la compressione del quarto ventricolo: video tutorial

In questo video tutorial l’OsteoPratico Angelo Albo ci insegna come eseguire una tecnica di auto-trattamento estremamente efficace, da svolgere con due oggetti di uso comune: due palline da tennis e un calzino.

La tecnica di auto-trattamento per la compressione del quarto ventricolo è utile per:
– drenare le tossine e far arrivare ossigeno,
– diminuire la pressione arteriosa,
– abbassare la febbre,
– potenziare il sistema immunitario,
– migliorare la qualità del sonno,
– stimolare i processi antinfiammatori grazie ad un’azione drenante generale,
– ottimizzare il sistema ormonale con ripercussioni positive sul sistema neurovegetativo e sul funzionamento dei visceri.

Questa manovra si può eseguire in casa per l’auto-trattamento, oppure come terapia di mantenimento dopo i trattamenti eseguiti da un professionista.

L’interesse dell’osteopata è che ognuno di noi possa essere in grado di mantenersi in salute, poiché – come dice sempre il nostro OsteoPratico, Angelo Albo – “L’informazione va condivisa”!

Guarda il video per scoprire questa tecnica:

 

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Curare i bambini per formare adulti sani.

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Osteopatia Albo. Osteopatia ginecologica

Osteopatia e Infertilità

Tanti fattori incidono sulla possibilità di procreare dell’uomo e della donna, sia da un punto di vista fisico che psicologico. Altrettanti fattori possono impedire che ciò accada. Se consideriamo tutto ciò, la procreazione è oggettivamente un miracolo!

In genere, si è concordi che un’alta percentuale dei problemi di infertilità sono di natura ormonale. Sappiamo anche che problemi psicologici quali un atteggiamento ansioso e frustrazione dovuta alle aspettative non realizzate, possono contribuire all’alterazione della funzione ormonale.
Lo squilibrio ormonale si manifesta nella donna con irregolarità del ciclo mestruale e quindi del periodo fecondo, impedimento all’annidamento dell’ovulo nelle pareti dell’utero, difficoltà o impossibilità ad organizzare la placenta e a garantire il nutrimento del feto durante la gravidanza, ecc.. Nell’uomo invece può causare formazione di spermatozoi immaturi, scarsa motilità o numero non adeguato degli stessi.

Il trattamento osteopatico e cranio-sacrale tramite il riequilibrio della componente strutturale, viscerale e craniale, contribuisce ad ottimizzare il sistema ormonale e il sistema neurovegetativo responsabile del trasporto e della diffusione degli ormoni sessuali ai siti bersaglio (ovaio, utero, testicoli), e favorire così la gravidanza.

Tutte le strutture degli organi genitali femminili sono sospese allo scheletro del bacino e del sacro tramite robusti legamenti che sono in stretto rapporto con gli organi della cavità addominale e del piccolo bacino.
Una disfunzione meccanica delle strutture ossee alle quali sono vincolate, o un’alterazione della pressione intraddominale dovuta allo squilibrio di tensione del diaframma toracico e pelvico, possono alterare la tensione dei legamenti sospensori dell’utero e delle ovaie e delle tube, impedendone la motilità e quindi la corretta fisiologia.
Il diaframma toracico è il muscolo emozionale per eccellenza che, nel caso di stress e ansia si contrae, comprimendo i visceri addominali. Ecco uno dei meccanismi con i quali le emozioni possono incidere sulla fisiologia della procreazione.

Inoltre, le fibre del Sistema Nervoso Autonomo dirette agli organi genitali origina dai primi livelli vertebrali lombari e dall’osso sacro e viaggiano all’interno della cavità addominale, a stretto contatto con i vasi sanguigni diretti ai visceri del piccolo bacino. Una disfunzione meccanica delle lombari, del sacro o di tutte le strutture connettivali che all’interno dell’addome possono turbare le fibre del SNA durante il tragitto, alterano l’informazione proveniente dal sistema nervoso e di conseguenza la funzione degli organi sessuali.

La grande centralina degli ormoni è l’ipofisi, una piccola struttura che si trova al centro del cranio, che riceve le informazioni dall’ipotalamo e produce gli ormoni che vengono riversati nel circolo sanguigno e che raggiungeranno così gli organi bersaglio. La funzione dell’ipofisi è ottimale se non ci sono tensioni che ne alterino la posizione all’interno della sella turcica. Se la forma del cranio o la tensione delle meningi non è armonica, come ad esempio nel caso di traumi, o di problemi mandibolari, anche la funzione potrebbe risultarne alterata.

Lo scopo del trattamento osteopatico è quello di garantire o ripristinare il movimento e l’equilibrio di tensione delle strutture scheletriche e connettivali al fine di ottimizzare o ripristinare la corretta vascolarizzazione, drenaggio e conduzione nervosa dei vari sistemi. Condizione indispensabile affinché il nostro organismo possa esprimere la sua capacità di autoregolazione e recupero dell’omeostasi.

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La sindrome del Tunnel Carpale

La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia periferica dovuta all’irritazione del nervo mediano, che viene compresso nel suo tragitto all’interno del canale carpale.

Il tunnel carpale è un canale osteo-fibroso che si trova sulla superficie palmare del polso. È attraversato dai tendini dei muscoli flessori ulnari e radiali del polso, dai muscoli flessori delle dita superficiali e profondi, dai vasi sanguigni diretti alla mano e dal nervo mediano.

Un’attività lavorativa o sportiva che richieda un continuo utilizzo dei muscoli flessori del polso e delle dita, causerà un ispessimento e infiammazione dei suddetti muscoli che cercheranno di farsi spazio all’interno del canale carpale, comprimendo le strutture che sono più vulnerabili, in particolare il nervo mediano.

Tende a sviluppare la sindrome del tunnel carpale chi svolge un’attività lavorativa che prevede movimenti ripetuti di flessione di mani e polsi (operatori PC, sarte, giardinieri, ecc), i soggetti affetti da artrite e le donne in gravidanza (a causa dell’edema da ritenzione idrica).

I sintomi, che inizialmente consistono in formicolii e torpore alle prime tre dita, poi si trasformano in dolore acuto che può risalire fino all’avambraccio. I soggetti affetti dalla sindrome perdono progressivamente la forza e la capacità di maneggiare piccoli oggetti, come ad esempio difficoltà ad abbottonare la camicia.

Il trattamento d’elezione, secondo la medicina ufficiale, è quello chirurgico. Durante l’intervento si taglia il legamento trasverso del carpo, che costituisce la parte fibrosa del canale carpale, per concedere più spazio agli elementi contenuti dal canale. A volte purtroppo il chirurgo recide anche il nervo mediano stesso, peggiorando la situazione.

Il trattamento conservativo prevede posture di stiramento dei muscoli flessori del polso e delle dita, un buon riequilibrio osteopatico e il trattamento con il Cro System, che in pochi giorni e in modo del tutto indolore permette di eliminare la contrattura dei muscoli implicati e il recupero della forza.

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Artrosi e Artrite: un approccio innovativo

Le patologie infiammatorie e degenerative a carico delle articolazioni affliggono da sempre i soggetti ultra 50enni.

In particolare, l’ARTRITE è un processo infiammatorio articolare, caratterizzato da dolore, calore, tumefazione, rigidità, gonfiore.
Ne esistono numerose tipologie, non per ultima le malattie autoimmuni (artrite reumatoide).

L’ARTROSI o OSTEOARTRITE invece è un processo degenerativo delle articolazioni, dovuto a fattori genetici o secondarie a fattori stressanti di diverso genere.
Colpisce soprattutto le articolazioni che subiscono il carico gravitario: anca, ginocchio, colonna vertebrale, ecc.
Escludendo le forme idiopatiche, le artrosi secondarie sono la conseguenza diretta della mancata congruità articolare. Il deficit di controllo articolare, che può manifestarsi con una rigidità o con una instabilità, causa una sollecitazione degli elementi articolari e periarticolari, che a loro volta porteranno all’infiammazione e alla successiva degenerazione.

All’interno dell’articolazione, i rapporti tra i capi articolari ricoperti da cartilagine, sono mantenuti da legamenti (elementi passivi) e muscoli (elementi attivi).
Ovviamente gli uni e gli altri lavorano in sinergia per poter garantire stabilità e mobilità.
Quando tutti gli elementi stabilizzanti sono in equilibrio, all’interno dell’articolazione vi è la condizione di “zero biologico”. Ciò significa che i capi articolari si trovano perfettamente al centro della cavità articolare e le superfici articolari sono lubrificate correttamente dal liquido sinoviale. Questa condizione consente un’ideale distribuzione delle forze su tutta la superficie articolare, consentendo di produrre il movimento con il minimo attrito.

Se a causa di uno squilibrio di tensione legamentosa, o di un cattivo controllo muscolare da parte del Sistema Nervoso, l’articolazione perdesse la congruità articolare, e quindi il livello “zero biologico”, si produrrebbero delle forze compressivo-distrattive che andranno a danneggiare le strutture adiacenti.
I capi articolari non si troverebbero più al centro della cavità articolare, ma sarebbero attirati dalla parte dalla tensione, determinando una iperpressione delle strutture osteo-cartilaginee da un lato (con conseguente deformazione dei capi articolari) e una depressione dall’altro. Dalla parte in cui l’articolazione si presenta beante si creerà quindi uno spazio che il nostro organismo cercherà di colmare producendo del tessuto osseo.

I condroblasti (cellule che normalmente producono cartilagine) verranno convertiti in osteoblasti innescando il circolo vizioso che è alla base del processo artrosico: le superfici articolari non più lisce creeranno attrito e dolore, l’attività muscolare sarà inibita, il che causerà un aumento del carico sulle cartilagini articolari, non più perfettamente lubrificate.

La riabilitazione risulta difficile e spesso inefficace nel ripristinare una corretta articolaritá che consenta al paziente di muoversi in autonomia, senza provare dolore.

Un approccio efficace è il trattamento con Cro System poiché stimola e amplifica la capacità del Sistema Nervoso di controllare le articolazioni, ricreando l’equilibrio di tensione muscolare, indispensabile per una buona funzione articolare.

Per ottenere questo risultato, il CRO System produce una leggera e indolore vibrazione meccanica che sollecita i recettori muscolari che inviano costantemente al Sistema Nervoso informazioni riguardanti il tono, la posizione e l’orientamento articolare.
Il trattamento consiste in 3 applicazioni quotidiane da 10 minuti per 3 giorni consecutivi.
Durante il trattamento verrà chiesto al paziente di mantenere in contrazione isometrica il muscolo che gestisce l’articolazione artrosica (per esempio il quadricipite nel caso si volesse agire sul ginocchio). Ottenere il risultato senza richiedere movimento all’articolazione artrosica (con la contrazione isometrica) è un ulteriore vantaggio del trattamento mediante Cro System.
Ovviamente l’articolazione da trattare non deve presentare delle deformità avanzate che ne alterino la meccanica articolare in modo irreparabile.

Il risultato è spesso apprezzabile già dopo le prime 24-48 ore e permane per mesi.
Il paziente artrosico avvertirà la diminuzione del dolore, una maggiore stabilità, più forza e una maggiore resistenza allo sforzo. Ciò permetterà ai pazienti di svolgere con più facilità tutti quei movimenti tipici della quotidianità.

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